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COME PREPARARE UN POLICY PAPER SULLO SVILUPPO DELLA COMUNITA'

Linee-guida per i vertici dei ministeri

di Phil Bartle, PhD

tradotto da Francesco Valsecchi


Documento di consultazione

1. Introduzione (Finalità):

In molti progetti, alcuni obiettivi potrebbero dipendere dal riuscire a modificare l’ambiente (politico e amministrativo) all’interno del quale i vari interventi per lo sviluppo della comunità hanno luogo. Tra questi interventi potrebbe esserci , per esempio, “modificare l’approccio dei capi, degli esperti di natura tecnica e funzionari amministrativi, da uno basato sull'approvigionamento da esterni ad un approccio che favorisce l’autosostegno. Altri obiettivi possono essere quelli di sviluppare e istituzionalizzare programmi e azioni di aiuto, di natura ministeriale e amministrativa, per le comunità a basso reddito, oppure di coadiuvare le organizzazioni non governative in questo tipo di lavoro.

Per creare un quadro legale e istituzionale, tanto quanto permettere al Governo di fornire un ruolo guida nello sviluppo della comunità, è necessario avere un policy paper ufficiale, condiviso dal Governo, all’interno del quale vengano codificati i principi e le politiche riguardo lo sviluppo della comunità.

L’attuale testo si propone di fornire delle linee-guida e suggerimenti su come stendere e utilizzare tale policy paper (per esempio su come crearne o modificarne uno già esistente). Come la maggior parte delle linee-guida in questo modulo, questo non è un documento definitivo. Suggerimenti e feed-back sono ben accetti da chiunque. Per favore ampliate il circolo di discussione.

La struttura di questo testo è semplice: (1) la parte iniziale riguarda i suggerimenti sulle procedure da utilizzare per la creazione, lo sviluppo, la modifica, la revisione e la legittimazione del documento; (2) la parte centrale tratta argomenti sostanziali che possono essere modificati o ai quali si può dar maggior risalto durante lo sviluppo del documento; (3) nella conclusione, si danno alcuni suggerimenti su come i policy paper possono essere utilizzati.

2. Procedure

Per assicurarsi che un policy paper sia esauriente, utile, rilevante e "una sintesi della volontà popolare", la sua stesura dovrebbe essere frutto di una consultazione e partecipazione le più ampie possibili. I soggetti coinvolti nella sua stesura e nel suo sviluppo non dovrebbero essere solo i funzionari amministrativi, i soggetti rilevanti all’interno dello sviluppo della comunità o quelli di una determinata categoria professionale; la partecipazione dovrebbe essere permessa a tutti. Dovrebbe includere gli stake holder a tutti i livelli: gruppi di pressione, organizzazioni a base locale, comitati di attuazione, gruppi civici, agricoltori, persone impiegate nel campo sanitario, analfabeti, avvocati, autorità locali, ONG nazionali ed internazionali, studenti, insegnanti; persone di ogni estrazione sociale.

La piena partecipazione da parte di ognuno (come sopra auspicato) è impossibile. L’alternativa più realizzabile è quella di creare una procedura che permetta il massimo contributo da parte degli stake holder. Una piccola “task force" composta da circa quattro persone dovrebbe avere il compito di supervisionare e coordinare la creazione del documento. Tale commissione dovrebbe comprendere un accademico (specializzato sullo sviluppo delle comunità), un professionista del campo del settore dello sviluppo delle comunità, e un funzionario in rappresentanza delle ONG. Il compito della commissione dovrebbe essere quello di stendere una prima bozza indicativa, farla circolare e ricevere i feedback, e stabilire una serie di workshop per modificare e terminare il documento stesso e, alla fine, presentare una copia da essere sottoposta al parlamento.

Una volta che il documento è arrivato alla sua versione finale, dovrebbe avere il sostegno di un funzionario ministeriale e presentato ai decisori dell’esecutivo, in modo che venga proposto e approvato dal Parlamento. Può essere accompagnato da una serie di documenti accessori, rivolti ai membri del Parlamento per facilitarne la comprensione (descrizione e analisi delle condizioni; vantaggi relativi ripetto alla partecipazione).

3. Contenuto del policy paper:

I seguenti sono dei suggerimenti riguardo cosa un policy paper dovrebbe o non dovrebbe includere.La lista è incompleta. La propria esperienza riguardo lo sviluppo delle comunità o la stesura dei policy paper è fondamentale per ampliare la questione. I contributi sono ben accetti.

3.1. Se é una politica si dovrebbe parlare di politica.

Un policy paper dovrebbe essere una decodifica delle politiche del paese. Come cartina tornasole, si dovrebbe sottoporre tutte le frasi alle seguenti domande: “è chiaro cosa si deve fare e cosa non si deve fare (chi lo deve fare, verso chi si deve agire, con chi lo si deve fare, che mezzi si devono usare)?” Molti policy paper sono indeboliti da lunghe parti descrittive, che parlano di sociologia, storia delle comunità, o sviluppo della comunità. Un policy paper non è un saggio universitario; le sezioni analitiche e descrittive possono essere inserite in un’appendice (forse per convincere i membri del Parlamento della necessita di una codifica politica), ma non dovrebbe fare propriamente parte del policy paper.

3.2. Chiarezza e definizioni precise:

Lo sviluppo della comunità e partecipazione alla vita della comunità soffrono di differenti e contrastanti definizioni. L’uso di parole chiave all’interno del policy paper dovrebbe essere chiaro, preciso e univoco. Queste parole dovrebbero essere accompagnate da una lista di definizioni allegate (come appendice) al policy paper e approvate come parte integrante del testo. Le parole e le frasi facenti parti di tale appendice dovrebbero includere (ma non essere limitate ai) seguenti aspetti:

Responsabilità, animazione, capacità, Organizzazioni a base locale, comunità empowerment della comunità, gestione della comunità, a base locale, consultazione, sviluppo, letteratura funzionale, essere stanziato in modo permanente, generazione futura, intervento, autorità locale, mobilitazione, ONG, partecipazione partnership, assistenza sanitaria primaria, povertà sostenibilità, trasparenza, unità organizzativa e valore aggiunto. Questa è solo una lista non esaustiva.

Tutte le definizioni e l’uso di tali parole nel testo non dovrebbe essere vago e di possibile differente interpretazione. Ciò preverrà errate interpretazioni o azioni contrastanti o contraddittorie da parte dei soggetti incaricati di agire operativamente.

3.3. Organizzazioni non governative

Le ONG sono un fattore consolidato. Stanno aumentando in numero, grandezza, varietà impatto ed influenza. I governanti non hanno le risorse, la flessibilità, o il mandato per occuparsi di tutte le questioni riguardanti la comunità senza ricorrere alle ONG. Quelle che sono mature, professionali, etiche ed orientate allo sviluppo desidereranno essere parte integrante di una politica sulla riduzione della povertà, rafforzamento della comunità e democratizzazione. Esse guarderanno un policy paper ben strutturato come un qualcosa necessario per una maggiore chiarezza sulla leadership e sulla guida per il loro lavoro.

I rappresentanti delle ONG non dovrebbero essere solo invitati a partecipare alla formazione della politica sullo sviluppo della comunità, ma un importante segmento di questa politica dovrebbe essere dedicato alle ONG. Come minimo tale politica dovrebbe definire quali informazioni le ONG dovrebbero fornire al ministero; inclusi: gli obiettivi, metodi, settori di operatività, risultati delle varie attività, monitoraggio e verifica, budget, report e verbali. Report trimestrali sono raccomandati.

L'esecutivo, per contro, ha un importante ruolo nel raccogliere e catalogare tutti i report delle ONG, valutando le zone di debolezza (dal punto di vista professionale e geografico), e fornendo linee-guida e un ruolo di leadership alle ONG.

3.4. Communicazione e Networking:

L’esecutivo dovrebbe facilitare la condivisione delle esperienze e delle competenze tra i funzionari locali, impegnati nello sviluppo della comunità, e le ONG, impegnate nel lavoro di comunità. Ciò può essere fatto sotto forma di periodiche newsletter, accompagnate da occasionali report. Meeting annuali sarebbero apprezzabili.

L’esecutivo dovrebbe essere anche all’avanguardia nell’utilizzo le nuove tecnologie per l’informazione, creando e aggiornando un sito web, sul quale possano essere postati i propri comunicati, nonché materiale di formazione e dove sia possibile condividere le varie esperienze tra funzionari locali e ONG.

3.4. Communicazione e Networking:

L’esecutivo dovrebbe facilitare la condivisione delle esperienze e delle competenze tra i funzionari locali, impegnati nello sviluppo della comunità, e le ONG, impegnate nel lavoro di comunità. Ciò può essere fatto sotto forma di periodiche newsletter, accompagnate da occasionali report. Dei meeting annuali sarebbero apprezzabili.

L’esecutivo dovrebbe essere anche all’avanguardia nell’utilizzo delle nuove tecnologie per l’informazione, creando e aggiornando un sito web, sul quale possano essere inseriti i propri comunicati, nonché materiale di formazione e dove sia possibile condividere le varie esperienze tra funzionari locali e ONG.

3.5. Formazione e sviluppo:

Il governo dovrebbe essere il punto focale di corsi di aggiornamento volti a far progredire, dal punto di vista professionale, le capacità di intervento di tutti coloro che sono impegnati nello sviluppo della comunità, sia all’interno che al di fuori del governo vero e proprio. (Chi lavora nella comunità può facilmente avere delle conoscenze sorpassate o non più valide e offrire formazione è uno dei modi di rinvigorire i lavoratori stessi). Molti di questi servizi sono disponibili, spesso in forma gratuita, ma non conosciuti dalla maggior parte di chi è impegnato nella comunità.

La politica del governo dovrebbe spingersi attraverso il continuo miglioramento e professionalizzazione di coloro che sono occupati nello sviluppo della comunità, aggiungendo nuove tecniche e metodi di apprendimento e integrando esperienze pratiche alla teoria e alla letteratura specializzata.

3.6. Obiettivi e finalità:

Le finalità del policy paper dovrebbero essere chiaramente indicate. Lo scopo è quello di chiarire e codificare le politiche del paese riguardo lo sviluppo delle comunità. Dovrebbe enfatizzare il potenziamento a discapito della dipendenza, la trasparenza al posto della segretezza, l'azione positiva verso i più vulnerabili, le pari opportunità, il buon governo, la democratizzazione e la programmazione.

3.7. I ruoli degli attori:

Un capitolo del policy paper o (meglio) un appendice dovrebbe definire i ruoli degli attori-chiave e degli stake holder. Se ogni ruolo è identificato e descritto, allora anche le relazioni tra gli attori possono essere abbozzate. Ciò dovrebbe includere, ma non essere limitato a: membri della comunità, leader della comunità, coordinatori, autorità locali o regionali, ministri, mobilizzatori/animatori, funzionari delle ONG, esecutivo delle ONG, rappresentanti per Paese delle ONG, politici, funzionari di alto livello dell’esecutivo, funzionari dei dipartimenti, target (gruppo o individuale) e altri, responsabili per la partecipazione nello sviluppo della comunità.

La lista dovrebbe includere attori e stake holder sia governativi che non governativi.

4. Utilità:

Un policy paper, anche se approvato dal parlamento, non avrà alcun effetto se sarà poi accantonato e ignorato. La propria utilità sarà il risultato di quello che accadrà in seguito. La politica non sarà solo letta, ma anche discussa e capita, non solo da chi lavora all’interno della comunità, ma anche dai propri supervisori, dai manager, dagli organizzatori, dai leader e dai funzionari, a tutti i livelli, e da coloro che controllano e hanno influenza su cosa accade nella comunità.

La stesura di un policy paper dovrebbe essere vista come un’opportunità di sostenere i principi cardine del documento stesso. Molte copie, ognuna con una copertina accattivante e qualche illustrazione, dovrebbero essere stampate e rese disponibili, grazie a delle sovvenzioni, nelle librerie di tutto il paese. Copie gratuite dovrebbero essere recapitate agli uffici locali e a tutte le ONG occupate nello sviluppo della comunità.

Dovrebbero essere organizzati molti workshop, a livello nazionale e locale, che riescano a coinvolgere stake holder di tutti i livelli. Tali workshop non dovrebbero essere limitati solo alla crescente autoconsapevolezza o alla comprensione delle politiche, ma dovrebbero invogliare i partecipanti a proporre dei propri programmi (a livello nazionale e locale) per il potenziamento della comunità, basati sui principi cardine delle politiche stesse.

Un ministero può fare tutto ciò, ossia stendere approvare e applicare un policy paper, senza aumentare il proprio budget. Molti donatori esterni (i governi, le Nazioni Unite, le ONG) sono disponibili nel dare il proprio contributo ad un lavoro del genere, a patto che leadership, motivazione, impegno e volontà siano mostrati da parte del ministero stesso.

5. Conclusioni:

Un policy paper per lo sviluppo della comunità è un mezzo necessario per chiarire, far pressione e sostenere il potenziamento delle comunità a basso reddito del paese. La sua stesura e il suo contenuto dovrebbero essere il risultato di contributi da parte di un'ampia varietà di attori. La sua fase di stesura dovrebbe essere il più partecipativa possibile.

Esso dovrebbe essere approvato dalle più alte istituzioni legislative del Paese, quindi distribuito a tutti gli enti regionali e alle ONG del Paese, e rendere la sua tematica, una tematica di interesse nazionale. Il suo scopo è quello di chiarire e codificare il punto di vista delle persone per quanto riguarda la propria partecipazione e il proprio destino.

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Ultimo aggiornamento: 09.10.2011

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